28 Apr 2019

Zero ore davanti allo schermo per salvare l’infanzia dei nativi digitali

Forse si è oltrepassato un limite, se l’Organizzazione mondiale della sanità, per la prima volta nella sua storia, ha suonato l’allarme, emanando una direttiva sulla salute e la qualità della vita per i bambini sotto i cinque anni.

Dita piccole e arzille danzano sullo schermo, sicure e veloci. Sanno cosa fare, sanno dove andare. Toccano, pigiano, corrono. Sfogliano pagine che non ci sono, allargano e restringono immagini, danno comandi non scritti ma mai errati. Dita che sembrano pilotate da un sapere innato, da una competenza sedimentata. Lascia stupiti – è innegabile – vedere una bambina o un bambino smanettare sullo smarpthone. Nanerottoli di uno o due anni, che da poco fanno i primi barcollanti passi e iniziano tentennando a inanellare le prime parole, ma che improvvisamente diventano adulti davanti ad un display. Fratellini e sorelline con pochi anni più, che al ristorante, in treno, sul bus o in cameretta, improvvisamente si zittiscono, spariscono, non disturbano, calamitati da un touchscreen. Sono nativi digitali, è la giustificazione. Spesso frettolosa, sovente rassegnata. Come se fosse un alibi, per difendersi dallo tsunami creato dai device. Viva il digitale, sia mai. Tra i nuovi diritti delle bambine e dei bambini andrebbe inserito a pieno titolo quello dell’accesso alle nuove tecnologie. E se per gli adulti, che quasi sempre sono più bambini dei bambini, era già complicato gestire il rapporto tra figli e televisione e figli e computer, è diventato tutto più confuso e frenetico nel momento in cui smartphone e tablet sono diventati l’elemento in più in famiglia. Con il buon senso e i buoni propositi annientati da pigrizia, sfinimento, “così fan tutti”, indifferenza. Forse si è oltrepassato un limite, se l’Organizzazione mondiale della sanità, per la prima volta nella sua storia, ha suonato l’allarme, emanando una direttiva sulla salute e la qualità della vita per i bambini sotto i cinque anni. E le linee guida sono nette: mai davanti a uno schermo dai zero ai due anni e non più di un’ora al giorno fino ai 5 anni.

Fonte: www.lastampa.it