AVVISO IMPORTANTE: la Legge di Stabilità 2019 non ha previsto il rifinanziamento dello School Bonus.
Dal 1° gennaio i privati che vorranno finanziare le istituzioni scolastiche dovranno dunque battere un’altra strada. Che potrebbe essere la detrazione ordinaria del 19% per le erogazioni liberali a favore delle scuole oppure la stipula di un contratto di sponsorizzazione.

LO SCHOOL BONUS FINO AL 31/12/2018

La legge sulla Buona Scuola (n. 107 del 2015) prevede che i contribuenti-persone fisiche, enti non commerciali, soggetti titolari di reddito di impresa- possano effettuare un’erogazione liberale in denaro in favore delle scuole del sistema nazionale di istruzione (statali e paritarie). Al contribuente spetta un credito d’imposta pari al 65 % per le erogazioni effettuate nel 2016 e 2017 e del 50% per quelle disposte nel 2018. L’importo massimo ammesso all’agevolazione fiscale è pari a 100 mila euro per ciascun periodo d’imposta. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. I contribuenti scelgono liberamente la scuola da beneficiare e quest’ultima riceverà il 90 % dell’erogazione: poiché il restante 10 % confluirà in un fondo perequativo che sarà distribuito alle scuole che risultino destinatarie di erogazioni liberali in un ammontare inferiore alla media nazionale.

School bonus 2017 slides

School bonus - Che cos'è

Il credito d’imposta “School bonus” spetta a chi effettua erogazioni in denaro in favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione, cioè istituzioni scolastiche statali, istituzioni scolastiche paritarie private e degli enti locali.

In particolare, viene riconosciuto per queste tipologie di investimenti:

  • realizzazione di nuove strutture scolastiche
  • manutenzione e potenziamento di quelle esistenti
  • interventi  per il miglioramento dell’occupabilità degli studenti

e per queste tipologie di contribuenti:

  • persone fisiche
  • enti non commerciali
  • soggetti titolari di reddito d’impresa.

Il credito d’imposta è del 65% delle erogazioni liberali effettuate nei periodi d’imposta 2016 e 2017 e del 50% di quelle effettuate nel periodo d’imposta 2018. È ripartito in 3 quote annuali di pari importo e non è cumulabile con altre agevolazioni previste per le medesime spese. Il  tetto massimo di spese agevolabili è fissato a 100mila euro per ciascun periodo d’imposta. L’ammontare delle erogazioni liberali va indicato nella dichiarazione dei redditi.

Per i titolari di reddito d’impresa, il credito d’imposta è utilizzabile tramite compensazione  e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Normativa e prassi

Articolo 1, commi da 145 a 150 della legge n. 107 del 13 luglio 2015 – pdf  – Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti (modificato dall’articolo 1, comma 231, della legge n. 208 del 28 dicembre 2015 – pdf )

Decreto interministeriale dell’8 aprile 2016 – pdf  – Disciplina del credito d’imposta di cui all’articolo 1, comma 145 della legge n. 107 del 2015, per le erogazioni liberali in denaro in favore delle scuole

Risoluzione n. 115 del 19 dicembre 2016 – pdf – Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno degli istituti del sistema nazionale di istruzione “SCHOOL-BONUS” ai sensi dell’articolo 1 comma 145 della legge 13 luglio 2015, n. 107

Circolare n. 20 del 18 maggio 2016 – pdf – Commento alle novità fiscali. Legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (Legge di stabilità 2016). Primi chiarimenti